Safety Audit

Safety audit 

Gli Audit Safety come strumento per programmare tutte le attività di monitoraggio sulla salute e sicurezza.
Oggi l’integrazione tra la governance aziendale sempre più esplicitata nel MOG (modello organizzazione e gestione) previsto dal D.Lgs 231/01 e tutto quanto attiene alla compliance aziendale (D.Lgs 81/08 in primis) è fondamentale in ogni organizzazione. Ancor di più in realtà complesse ed organizzate che spesso aggiungo anche la certificazione ISO 45001.
Oggi l’audit interno e/o l’audit al fornitore non può essere una mera compilazione di flag in check-list banali ed applicabili ad ogni organizzazione.
E’ fondamentale impostare dei Safety Audit su logiche integrate e che vadano ai fondamentali specifici per ogni organizzazione.
La ns. esperienza la raccontiamo nella Case History che segue e che porta l’esperienza di un cliente sensibile e maturo su queste tematiche.
CASE HISTORY
IL PROGETTO PER UNA PRIMARIA CATENA RETAIL (GDO ALIMENTARE con oltre 150 punti vendita in Italia).
Il progetto ha richiesto di verificare la conformità delle attività e dei luoghi rispetto al D.lgs 81/08 e i riferimenti della norma ISO 45001. Inoltre sono state evidenziate anche le criticità che avrebbero permesso un miglioramento costante.
E’ stata creata una struttura organizzativa in grado di programmare e coordinare le attività di Safey Audit.
Allo stesso tempo, abbiamo attivato 4 auditor interni formati sui requisiti del cliente e come auditor interni di sistemi di gestione ai sensi della norma ISO 45001 con la finalità di avere un team ristretto ma competente e flessibile, capace di uniformare l’approccio e le attività fatte. Il progetto è stato articolato in 5 fasi:

  1. kick-off meeting con il cliente in cui comprende gli aspetti chiave delle verifiche. In questa fase ci siamo quindi allineati con l’RSPP del cliente, gli ASPP ed i tecnici della manutenzione;
  2. programmazione degli audit (circa 150 Punti Vendita);
  3. erogazione degli Audit;
  4. reporting singolo Punto Vendita su standard concordato con il cliente;
  5. riunione conclusiva annuale per analizzare le risultanze nel suo insieme ed analizzare miglioramenti possibili nei luoghi di lavoro.

Data la collaborazione in essere da diversi anni si è potuto di anno in anno migliorare la check-list predisposta di audit.
Oggi le modalità di reporting contemplano:
  1. acquisizione dei dati in maniera strutturata;
  2. riduzione del lavoro di back office;
  3. maggiore velocità nel caricamento delle informazioni;
  4. maggiore efficacia nella raccolta evidenze oggettive allegando eventualmente immagini;
  5. riduzione dell’utilizzo di materiale cartaceo con evidenti impatti positivi.

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